
Quanto, in effetti, pare risultare dalle sessioni d’asta di Arte Contemporanea e del Dopoguerra di questo fine 2009, iniziato sotto funesti auspici e terminato con più che qualche buona speranza per il prosieguo, è un Autunno non nebbioso.
Ecco in sintesi quanto accaduto nella Grande Mela: qui di seguito i numeri nudi e crudi, che poi andremo ad analizzare. Christie’s incassa totalmente 117.963.450 Dollari( 74.151.500 nell’Evening Sale del 10 Novembre, 29.328.425 nel Morning Sale e 14.438.525 nell’Afternoon Sale dell’11 Novembre ). Nettamente meglio la rivale Sotheby’s con 134.438.000 Dollari nel solo Evening Sale dell’11 Novembre, più altri 44.062.875 nel Day Sale del 12 Novembre, andando così significativamente a superare il fatturato realizzato nell’omologa tornata d’aste dell’anno passato. Anche da Phillips De Pury, che aveva previsto il calendario incentrato a New York in modo più articolato( due sessioni di Arte moderna e contemporanea il 12 e 13 Novembre, che hanno incassato rispettivamente 7.099.250 e 4.817.700 Dollari, più una di fotografie ed una di Design il 14 Novembre, capaci di realizzare nel complesso 6.346.033 Dollari, nonché una di edizioni di Arte Moderna e contemporanea, che ha fruttato 2.452.106) le cifre sono apparse confortanti.
In generale il mercato appare assestato, confermando però l’orientamento al ribasso del numero dei lotti offerti. Al contrario migliora significativamente la percentuale dei lotti venduti, che raggiunge un più che buono 83% per Christie’s e su uno formidabile 96% per Sotheby’s.
Più nel dettaglio, quanto balza all’occhio è l’eccellente esito ottenuto da Sotheby’s( la quale proponeva in asta,fra gli altri, pezzi importanti della Collezione Myers), che, se però si va a ben vedere, è tuttavia frutto della clamorosa aggiudicazione di una sola opera: diversamente, il testa a testa con la rivale posseduta da François Pinault si sarebbe ancora una volta rivelato tale.
“200 ONE DOLLAR BILLS”, una gigantesca tela del 1962 di oltre due metri per quasi due e mezzo di Andy Warhol, stimata 8-12 milioni di Dollari, ne ha invece infatti realizzati ben 42.762.5000( ad onta del Dollaro “debole” di questo periodo!) e, in verità, non è stato un successo isolato, in questa congiuntura newyorkese che vedeva Sotheby’s mettere all’asta altri due importanti lavori del Maestro della Pop Art, visto che il totale realizzato sui tre top lots wahroliani ha superato i 54 milioni di Dollari, andando a costituire il 40% del totale venduto nella sessione relativa, cioè l’Evening Sale dell’ 11 Novembre. Fra gli acquirenti? Naturalmente Larry Go Go “The Shark” Gagosian, sempre in grado di suggestionare il grande mercato. Altri “cerchiolini rossi” circa la medesima Maison d’aste, li meritano: i quasi 750.000 Dollari pagati per un grande lavoro di Karel Appel del 1953, a dimostrazione che il Gruppo Kobra non sta uscendo di moda; un collage di Lee Krasner, realizzato 25 anni dopo la morte del marito, Jackson Pollock, capace di realizzare tre quarti di milione di Dollari; gli” scontati” sei milioni per un grande ma un po’ tardo lavoro su tela di Willem De Kooning, il milione di Dollari pagati per una carta di “pieno periodo” di Bob Rauschenberg, i quasi nove milioni per una tela di Jasper Johns del 1957; i tre milioni e mezzo e due milioni e mezzo, rispettivamente per una carta su tavola anni Sessanta di Mark Rothko ed una tela anni Ottanta di Joan Mitchell. Tutto Pop Art, Action Painting e New Dada, da Sotheby’s dunque? Quasi, ma non proprio, se si considerano, per esempio, i circa tre milioni complessivamente realizzati da due scultura di Anish Kapoor, il milione e settecentomila ottenuti da una classica tela con oggetto una “Doctor’s Nurse” di Richard Prince ed il milione ottenuti per un significativi lavori di figurazione di Anselm Kiefer e Siegmar Polke.
Quanto a Christie’s, il Jean-Michel Basquiat, penalizzato da una stima troppo elevata (12-18 milioni di Dollari), non ha fornito gli esiti sperati e così come pure, per lo stesso motivo, il noto lavoro intitolato “Tunafish Disaster” di Andy Warhol (6-8 milioni di Dollari), anch’esso come il Basquiat di proprietà di Peter Brandt, è andato invenduto. Ottima, per altro verso, la performance di Sandy Calder che, con un bel lavoro classico, è riuscito a raddoppiare la stima massime. Peter Doig, incassando 10,162,500 $, ha sfiorato il proprio record personale ed anche Danien Hirst, con un “Butterflies painting” del 2006 stimato 600,000-800,000 Dollari, ha superato la stima massima. Da sottolineare il buon riscontro del cinquantenne Luc Tuymans, ormai sempre più una certezza nel campo del “figurativo”, dell’ “evergreen” Sam Francis, capace di realizzare con “Japan line” oltre un milione e settecentomila Dollari e di “NO A” di Yayoi Kusama, battuto per più di 1,8 milioni di Dollari .
Paolo Turati.
( ESTRATTO DEL MIO CONSUETO EDITORIALE CHE APPARIRA' SUL PROSSIMO NUMERO DI “ITALIA ARTE”, ASSIEME AD ALTRI INTERESSANTI ARTICOLI DI VARI COMMENTATORI, GIORNALISTI, EDITORIALISTI)